Risuona e
vibra una luce blu.
Intanto, incorniciato
da una fredda finestra di inizio primavera, si spegne il tramonto rossastro, e
lontano.
Intanto,
delle mani fanno vibrare corde, archetti, pennelli, gocce e docce d’acqua;
pigmenti e altre sonorità con sordina, fanno vibrare la pietra, che prima eternamente
dura, ora assorbe ogni nota e fresca e umida, si tinge di un morbido profilo di
donna controluce, o dita fuggevoli. Come un cuore, e una preghiera.
Melodie
diverse. Un silenzio.
Una
preghiera universale non detta, solo immaginata.
Una
preghiera universale solo intuita da due bambine e quattro codine, che con
palpebre spalancate palpano arte senza nemmeno immaginarlo.
Solo intuita
da chi fra le ombre blu si lascia vibrare, cosciente o incosciente del viviere nonostante
quel tramonto di inizio primavera; quel tramonto che domani, credo, sará di
nuovo Alba. Credo.
Alla fin
fine, una preghiera è solo una mera scusa per divisare lá nel fondo il vibrare
di quella luce blu, nelle vene.
In occasione della performance “prière
universelle”
Lisa Zocca + Ilaria Sperotto
31-03-2016
1 comentario:
Grazie per aver, così sapientemente, descritto l'evento appena vissuto permettendomi di risentirlo, di rivederlo di ritoccarlo e di assaporarlo. Elberina
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