Nella parte opposta delle spigoli, ci sono gli angoli. Negli
angoli si sta bene. Ci si può avvolgere le ginocchia fra le braccia, e
rimanere ore, vite intere, ranicchiati
in uno spigolo, a guardare. Almeno finché non passa il temporale.
Nel lato opposto delle cose, di queste cose, ci sono altre
cose, quelle che contano.
Al lato opposto delle persone, si trova ció di cui le
persone sono fatte.
Stanotte ho realizzato
che nel lato opposto della notte c’é l’alba, infinite albe da vedere spuntare
all’orizzonte; albe da ascoltare con il loro
cinguettare di gardellini. Albe da salutare sull’argine di qualche fiume, o
lago, o mare, o bicchiere d’acqua, dietro un paio di lenti polarizzate, che
fanno vedere il mondo in modo distinto, senza i riflessi dei fari sulla prima
fila.
Stanotte ho pensato che nel lato opposto dello scenario
siede una persona, o due, o tre, il cui viso mai si vede, il cui viso non
importa. E nemmeno é importante quante rughe siano segnate dalla sofferenza sul suo
viso. Solo importa il suo guidare la luce sullo scenario, dare la vita a chi é
lí a muoversi davanti alle false scenografie e inutili costumi. Proiettare con generositá
luci, e ombre.
Stamattina mi sono accorto che nel lato opposto delle luci,
ci sono le ombre. Splendeva il sole, quasi estivo. Camminavo per la strada
cercando il riparo dell’ombra, l’ombra primaverile. Nel lato opposto della
strada, protetto da un alto edificio in mattoni, uno dietro l’altro; camminare
all’ombra fino a giungere a casa. L’ombra
é l’essenza delle cose, e l’essenza delle case. Le case sono mattoni e ombra. Ogni
casa deve possedere un portico d’ombra, e un caminetto di braci. Nel lato
opposto del fuoco ci sono le braci, che con amore e qualche soffio di vita, danno
alimento.
Ora che tutto il sistema degli opposti é per te invertito,
penso di capire. Ora che per molti nulla ha senso, che il vuoto inonda con il
suo peso, che l’aria soffoca con il suo sapore, che il sangue congela con il suo
fluire. Ora credo di capire ma, in realtá, del lato opposto delle cose non ci
si capisce quasi nulla.
Ora nel lato opposto delle tue cose rimaniamo noi, un po'
persi, noi che siamo notte, voce, sole, casa, fuoco. Me lo hai detto tu, la
mattina di un diciassette di febbraio: nel
lato opposto di un abbraccio ci sono le persone. Grandi e piccine. Nel lato opposto delle persone, ci sono tutte le altre persone, grandi e piccine, e il loro delicato abbraccio.
a Nicola
“La più bella è
l'ombra primaverile o estiva se in un posto ventilato, seduto magari con
un'ombra fresca in mano”


