7.6.16

Libertà?



Libertá?
SP 06-06-2016


Libertá. Libertà di cosa, scusa?
Tu, mi dai libertà? Tu? A me?

Nacqui. E in quell'istante preciso, in quel secondo infinito, venni condannato alla libertà. E ai suoi plurali. Poi, la persi di vista. Ci confondono, le ombre controluce. Incluso si confonde la libertà di smettere di nascere, qualche mattina. Posso scegliere. E scelgo.

Libertà. Che parola. Una semplice parola.

E l'hanno scritta in ogni luogo, e l'hanno scritta sugli elmi e sulle onde spumose. E l'hanno scritta su bandiere, medaglie, monete, stendardi, scudi e arazzi; e l'hanno scritta sugli specchi con il rossetto, "adieu", la mattina dopo una notte senza catene, senza radici, senza profumo di zenzero in cucina, senza nessuno a rassettare la stanza, senza un libro e una bajour da spegnere finalmente per dormire. Senza Platone, senza dialoghi, senza discepoli e nessun maestro.
Senza nemmeno un'Idea, seppur imperfetta, di quel che può significare: libertà.

E mi dissi, che potevo sentirmi libero.

Ed ora so, che semplicemente sono libero di sbagliare, e non sentirmi sbagliato.
Di scambiare strofa e verso, e tornare a cominciare. Di fare giochi d'ombre senza luci alle spalle, di regalare carezze anche in mancanza di pelle, di far ballare sedie senza occupante, e solcare onde senza sestante.

Libertà. E l'hai scritta ovunque, con accento francese, "un mot", una simple palabra con accento de La Plata, Buenos Aires, Argentina.

Che ti dico io della libertà?
E la libertà, che dirà di me?
Nulla. Credo.
Io a lei. Lei a me.

La conobbi una notte qualsiasi.
Profumava di pane tostato e caffè.
Era al chiaro di luna.
Non mi disse proprio nulla.
Uno sguardo di traverso, una carezza sul collo, 
poi un abbraccio sfiorandomi ogni poro, che respira.
Non le dissi proprio nulla.
Solo, la sentii, 
e nel suo abbraccio 
ogni giorno con la luna, 
mi ritrovo a dormire,
 e ad ogni alba a svegliare, 
fra le pieghe morbide del mio vagire.
La conobbi. 
Non le dissi proprio nulla, e nulla lei disse a me.
In totale libertà 
di non trovar parola alcuna,
per definir
la libertà.

(testo liberamento ispirato nella pièce “Libertá”. Laboratorio di Teatro d’improvvisazione di Lorenzo Bocchese. Con Chiara Branchini, Graziella Adima Campagnolo, Gabriela Rodriguez Cometa, Giovanna Rossi, Daniela Zanolin)
 

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