E intanto gli altri SP 02.06.2016
Ti ostini
nel farti ritrarre
nel tuo profilo
migliore.
Fissi il tuo sguardo
immancabilmente perso
in un infinito
simmetrico,
giusto in asse
con l’universo
eccentrico,
e tu,
egocentrica,
ti ostini
nel farti ritrarre
nel tuo profilo
migliore.
Eppur sai
e pure te lo dico:
il tuo profilo
migliore
si trova nel lato
opposto
di ogni quadro,
e fuori da ogni
cornice,
retina, foto
o critica
interpretazione.
Che il tuo profilo
migliore,
che lo sai, eppure te
lo dico,
mai è quieto,
nè guarda
all’infinito;
mai sempre sorride
e neppure è
malinconico;
mai è riassumibile
in alcuna immagine
statica
nè mai riconoscibile
in alcuna formula
logica.
Che forse è solo
intuibile
fra venti di
tramontana,
e alterni cambi d’umore.
Che il tuo profilo
migliore
è un’ortografia
inventata,
una punteggiatura
inusuale
di silenzi incatenati
a cascate di sillabe
ree di sentimenti
indecifrati.
Dodecafonia senza mezzi
termini
e canti di usignoli
e dormire di serpi.
Che il tuo miglior
profilo,
e se non lo sai io te
lo dico,
è quello che sempre e
solo
sta nell’altro lato,
quello scuro,
precisamente quello
che mi accarezza
controluce
ogni notte in cui mi
stringi
e mi costringi
ad ogni albeggiare,
a sentirmi
ineludibilmente
tuo,
È quel profilo che
intuisco,
che mi basta,
che mi bacia solo a
metà
con la sua miglior
metà
ma che mi basta,
e non avanza.
E intanto gli altri
vedono soltanto
controluci,
chiaroscuri,
e forse un puntóevirgola,
un po’ mal accentato.
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