Un testo d'anteprima della raccolta FLOATING WORDS, in fase di preprazione.
Ho visto
delle persone costruire delle città, degli edifici, delle fabbriche.
E tagliare
le montagne.
Poi,
un solo
giorno,
ho visto
delle persone camminare sulle acque.
Non sapevano
bene perchè lo facevano.
La maggior
parte di loro lo faceva perchè lo facevano tutti.
(Anche
costruire case e fabbriche brutte, lo avevano fatto trent’anni fa un po’ perchè
lo facevano tutti, molte di quelle stesse persone).
In ordine
sparso e a piedi scalzi, vidi quelle persone convertirsi in paesaggio.
E quella
gente non aveva mai notato il lago così blu in contrasto con il giallo, nè aveva visto com’era cangiante
la sua superficie, appena soffiava il vento, appena una nube copriva il sole,
appena un cigno passava giusto a fianco e rompeva la superficie ferma. E
nemmeno si era resa conto di come le illusioni di un uomo con tanto lavoro possano convertirsi
in realtà, almeno per un po’, e regalare un po’ di bellezza. Perchè si.
E tutta
quella gente, migliaia di persone più o meno scalze, erano in quel momento necessarie. Necessarie
per il loro esistere effimero. Per rendere noto a qualcheduno che, solo pochi
giorni dopo, tutto sarebbe tornato esattamente com’era. La poesia sarebbe
finita, il blu solo sarebbe tornato blu, senza riflessi d’oro; e sarebbe stato
necessario di nuovo prendere un battello e bruciar gasolio per vedere la
terraferma da un’altra prospettiva.
Tutto,
sarebbe a breve tornato com’era.
E quel
paesaggio, che vedevo in fondo, sarebbe rimasto, ancora, sempre, com’era prima.
Per sempre. Una città brutta, delle fabbriche, una montagna tagliata.
E la gente, nelle sue case brutte e grigie, si sarebbe forse ricordata di raccontare ai nipoti, di quella volta che aveva camminato su un lago, perchè lo facevano tutti.
E la gente, nelle sue case brutte e grigie, si sarebbe forse ricordata di raccontare ai nipoti, di quella volta che aveva camminato su un lago, perchè lo facevano tutti.
E
racconteranno loro che era stato bello, vivere un’opera d’arte, anche se non ci
capivano molto loro di arte, o quasi niente. E racconteranno come il lago si
tingeva d’oro, e l’oro quel giorno era di tutti. Quello, sono sicuro, lo potranno
raccontare.
Poi,
metteranno a letto i bambini, che il giorno dopo si deve andare a lavorare in
fabbrica, a trasformare pezzi di paesaggio in sacchi di cemento, per costruire
le case di una nuova città. Qualche migliaio di case. D'altronde, è quello che fanno tutti.
SP
26-06-2016
Liberamente ispirato in Floating Piers, opera di Christo in Lago d'Iseo.

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