Era la prima volta che uscivo a correre di mattino presto.
Sveglia alle 5.50. Alle 6.15 in strada.
Sveglia alle 5.50. Alle 6.15 in strada.
É ancora buio.
Qualche
finestra si illumina, al sesto piano, o al quarto. Poco a poco la città
si sveglia, sbadiglia, si ripiglia dopo aver messo a zero il
contachilometri. La città, dopo
una notte come tutte; dopo aver preso la medicina della sera e
l’antibiotico della notte. Aver messo le pantofole al solito posto di
fianco al letto. Aver fatto l’amore e litigato, o viceversa. Aver stirato fino a tardi. Lavorato un po’ per niente. Rimboccato le coperte e spento la luce ai bambini, e anche riaccesa. Un po’ di acqua ancora, lascia accesa la luce che sennó non vedo.
...

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